Dominato dalla stupenda torre merlata e adagiato ai piedi del Monte Alto ecco, nel cuore della Franciacorta, Adro ben conosciuto per i suoi tesori artistici, per la sua ricca storia e per l’ottimo vino che si produce sul territorio.

L'origine del nome

Gli storici si sono sbizzarriti per scoprire l’etimologia del nome. Secondo lo storico monsignor Paolo Guerrini il nome deriverebbe da “acer” acero, per i numerosi boschi che vi sono sul territorio.

Secondo altri deriverebbe dal latino “ater”, cioè atro, scuro. A questo proposito consiglio la lettura del prezioso volume dello storico professor Umberto PeriniADRO – Territorio e vicende storiche”, edito dal Comune di Adro nel 1989, pagg. 31-36, dove con dovizia di particolari lo studioso ben illustra tutte le possibili interpretazioni del nome. Perini cita un’ipotesi elaborata dal Lorenzoni il quale parte dall’analisi di due toponimi francesi, Arras e Artrois “… i quali dall’esame delle forme antiche, risultano perfettamente legati al nostro Adro e al bergamasco Adrara, e son fatti derivare dagli “Atrabates”. “Questi “Atrabates” - continua il Perini - potevano essere dei celti , come gli “Insubres” ed i Leuici (da cui “Leuceris” , Lecco), stanziati in queste zone. Il popolo atrabate potrebbe quindi aver lasciato il nome al nostro Adro ed al bergamasco Adrara”.

Il professor Umberto Perini è anche autore dell’interessantissimo volume: “Storia di Adro – La Césa de Àder”, edito da Fausto Sardini Editore 1980 – IV Centenario della visita apostolica di San Carlo Borromeo.

Laurà per la Cesa de Ader

Un paese ricco di storia Adro, famoso in tutta la Lombardia anche per il detto: “Laurà per la Cesa de Ader”, a ricordo del sacrificio fatto da intere generazioni di adrensi per portare a termine la costruzione della parrocchiale, senza ricevere compenso alcuno.

Tra le preziose testimonianze del passato ricordiamo l’ex parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cimitero, dichiarata monumento nazionale. Al suo interno un ciclo d'affreschi che lo storico Guerrini fa risalire alla scuola di Floriano Feramolla (1480 c.-1528), fa bella mostra di sé dopo il restauro portato a termine da Giuseppe Simoni e Costante Belotti negli anni 1974 - 1975.

Da non mancare una visita a Santa Maria in Favento che il professor Umberto Perini fa risalire ai primordi della cristianità.

Palazzo Bargnani

Ricco di storia Palazzo Bargnani, oggi sede dell’amministrazione comunale.

Durante il Risorgimento divenne centro di vita patriottica, letteraria e scientifica. Qui convenivano, ospiti dei Dandolo e soprattutto di Ermellina Maselli Dandolo seconda moglie del conte Tullio Dandolo, personaggi come Gino Visconti da Venosta, Arrigo Boito, Emilio Praga, Gerolamo Rovetta, il poeta e patriota Aleardo Aleardi, il patriota e storico iseano Gabriele Rosa, pittori come Adeodato Malatesta e Arturo Bianchi, oltre al grande compositore Giuseppe Verdi, del quale si conserva una sua foto con dedica alla famiglia Dandolo.

Ricchissima la poi collezione d’arte ospitata a Palazzo Dandolo.

Cimitero in Santa Maria Assunta

Nel cimitero in Santa Maria Assunta, oggi cimitero comunale, riposano le spoglie dei fratelli Enrico ed Emilio Dandolo, figli del conte Tullio Dandolo e di Giulietta Pagani Bargnani, e di altri numerosi personaggi che hanno fatto la storia del Risorgimento italiano. Enrico, come noto, cadde il 3 giugno 1846 a Villa Corsini in Roma.

Gabriele D’Annunzio nelle Laudi ricorderà per sempre l’eroismo del fratello Emilio che, al comando di soli venti uomini, si offrì a Giuseppe Garibaldi di assaltare Villa Corsini. “Orsù Emilio Dandolo, riprendete/Villa Corsini! Su, di corsa, con vénti /dei nostri prodi, più prodi, a ferro freddo!” (Elettra, 575).

La storia ci racconta che poco dopo tornarono solo in dieci. Tra essi Goffredo Mameli con una gamba spezzata, Emilio Dandolo e Scipione Signoroni che, incredibile ma vero, furono entrambi colpiti dalla stessa palla. Il Signoroni riposa anch’esso nel cimitero adrense accanto ai due fratelli Dandolo.

I vini pregiati

Ma Adro è noto, nel bresciano e non, soprattutto per i pregiati vini che si producono sul suo territorio; vino molto apprezzato dagli intenditori. Non per nulla nello stemma comunale fa bella mostra di sé, oltre all’iniziale del nome del paese, anche tre grappoli d’uva! Sono, infatti, numerosissime le aziende agricole situate nel territorio adrense che producono vino ed il pregiato Franciacorta, vanto dell’enologia italiana.