Peste Suina Africana

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La peste suina africana (PSA) è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce suini e cinghiali, causando un'elevata mortalità tra gli animali infetti. Sebbene innocuo per l'uomo, il virus può diffondersi attraverso il contatto diretto tra animali infetti e sani, o indirettamente tramite le attività dell'uomo, che potrebbero trasferire il virus in modo passivo e inconsapevole.

Il virus è estremamente resistente e può rimanere vitale a lungo, sia nell’ambiente che in prodotti a base di carne di suino o cinghiale, oltre che nelle carcasse di animali infetti.

La presenza della PSA comporta rilevanti perdite economiche per la suinicoltura nelle aree colpite a causa della mortalità degli animali, delle restrizioni sugli spostamenti dei suini e dei loro prodotti, oltre che dei costi da affrontare legati alle misure di controllo.

Il virus della PSA può rimanere infettante per 3–6 mesi in prodotti di origine suina non cotta, almeno per 15 settimane in carne refrigerata, per anni in carne congelata, da 3 a 6 mesi nei salumi. La cottura a temperature superiori a 70 °C è invece in grado di inattivare il virus. L’uomo può introdurre il virus anche a grandi distanze, trasportando prodotti carnei o rifiuti di cucina o frattaglie di animali cacciati infetti e introducendoli in allevamento o lasciandoli alla mercé dei cinghiali selvatici.

Consigli e buone pratiche per salvaguardare il territorio:

  • Non portare da zone infette prodotti a base di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, senza etichettatura con bollo sanitario ovale
  • Smaltire i rifiuti alimentari depositandoli in contenitori chiusi e non somministrarli ai suini domestici o ai cinghiali
  • Non abbandonare rifiuti alimentari in aree accessibili agli animali

Per maggiori informazioni, si prega di cliccare sul link al bollettino.

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Giu/26

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