Raggiunto un accordo sugli espropri della “Città del Vino”
Data Pubblicazione:
26 Agosto 2025
Tempo di Lettura:
3 minutiUltimo Aggiornamento:
26 Agosto 2025 15:38
Raggiunto un accordo sugli espropri della “Città del Vino”
Data Pubblicazione:
26 Agosto 2025
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3 minutiUltimo Aggiornamento:
26 Agosto 2025 15:38
RAGGIUNTO UN ACCORDO SUGLI ESPROPRI DELLA “CITTÀ DEL VINO”
Nei giorni scorsi abbiamo firmato un accordo con gli ex proprietari dei terreni in via Cattaneo, espropriati per la realizzazione del parcheggio delle scuole e della “Città del Vino”.
Sul valore dell’indennità di questo esproprio è in corso una procedura legale che potrebbe provocare il dissesto finanziario delle casse comunali e il successivo commissariamento, con conseguenti tagli ai servizi e al personale e aumento obbligato delle tasse fino al massimo consentito dalla legge.
La vicenda in sintesi
Nel 2022, al momento dell’esproprio dei terreni, era stata stanziata una cifra complessiva di circa € 500.000 in favore dei proprietari, pari a 10 €/mq, un valore assolutamente non in linea con quello reale delle proprietà. Successivamente, il Collegio Tecnico, ente competente interpellato in data 28 aprile 2022 dai proprietari, ha rideterminato che il prezzo corretto fosse 39 €/mq.
Nell’ottobre 2022, l’Amministrazione Comunale dell’allora Sindaco Rosa ha fatto ricorso su questo valore, ma i consulenti della Corte d’Appello hanno confermato che 39 €/mq era l’indennità corretta. Al momento siamo in attesa dell’udienza che formalizzerà, con tutta probabilità, questa decisione in Corte d’Appello nel febbraio 2026.
Ciò significa che, l’anno prossimo, il Comune sarebbe tenuto a pagare più di € 1.300.000, ovvero la differenza tra il prezzo corretto e quello effettivamente pagato, con l’aggiunta di indennità, interessi e spese legali.
C’è un’ulteriore complicazione
Al momento dell’esproprio, nel 2022, l’Amministrazione Comunale dell’allora Sindaco Rosa decise di acquisire non solo i 16.000 mq necessari per realizzare il parcheggio delle scuole, ma tutti i 50.000 mq di terreno compresi tra via Cattaneo e via per Torbiato, che sono ancora inutilizzati.
La legge però tutela i cittadini che hanno subito un esproprio, vincolando il Comune alla realizzazione dell’opera pubblica per cui è stato eseguito. Nel caso in cui essa non venga realizzata, gli ex proprietari possono chiedere la restituzione dei terreni a loro sottratti e il pagamento di un ulteriore indennizzo.
A che punto siamo
Ad oggi quindi il Comune sarebbe costretto a pagare il giusto prezzo per i terreni espropriati e al tempo stesso sarebbe obbligato a realizzare la cosiddetta “Città del Vino”, un’opera fantasiosa il cui studio di fattibilità del 2018 aveva previsto un costo complessivo superiore a € 15.000.000.
Una scelta tecnica e politica decisamente sbagliata, che non avrebbe portato nessun beneficio concreto per i cittadini ma che, al contrario, ha causato una situazione catastrofica per il bilancio comunale.
Nei mesi scorsi abbiamo affidato temporaneamente i terreni ad una società agricola che ne gestisce la pulizia, la manutenzione e lo ha destinato alla coltivazione di girasoli. Nel frattempo, abbiamo lavorato con pazienza e responsabilità per raggiungere un accordo che consentisse al Comune di non rischiare il dissesto finanziario.
I terreni non utilizzati per il parcheggio saranno definitivamente riportati alla destinazione agricola e, in seguito, venduti al fine di reperire le risorse necessarie a pagare gli espropri. Gli ex proprietari, secondo l’accordo firmato, consentiranno al Comune di vendere i terreni come agricoli, rinunciando a parte delle indennità, degli interessi e delle spese legali che gli sarebbero spettate. Questo accordo rappresenta un atto fondamentale per la salvaguardia del bilancio comunale.
Fare buona amministrazione significa tutelare l’interesse della comunità e non mettere a rischio il futuro del proprio paese per inseguire opere pretenziose nell’interesse di pochi.
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