Aiutaci a contrastare la diffusione del tarlo asiatico del fusto

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Anoplophora glabripennis Motschulsky (tarlo asiatico del fusto; in inglese Asian long-horned beetle) è un coleottero cerambicide estremamente nocivo per molte specie di latifoglie ornamentali, arboree e arbustive sia in ambito forestale che urbano

COME RICONOSCERLO

Gli adulti di A. glabripennis sono di colore nero corvino, lucidi, talvolta con sfumature bluastre. I maschi misurano 19-32 mm di lunghezza e 6,5-11 mm di larghezza, mentre le femmine misurano 22-36 mm di lunghezza e 8-12 mm di larghezza. Le elitre sono caratterizzate dalla presenza di 10-20 macchie bianche o gialle di forma irregolare. Anoplophora glabripennis si distingue dall’altro tarlo asiatico A. chinensis per l’assenza di piccoli tubercoli sul quarto basale di ogni elitra. Le antenne sono costituite da 11 segmenti con uno schema alternato di bande blu-bianco e blu-nero; nei maschi le antenne sono ben più lunghe del corpo, mentre nelle femmine sono lunghe quanto il corpo. Le larve misurano 7-20 mm, ma a maturità possono raggiungere anche i 30-60 mm di lunghezza; la testa è tipicamente marrone, mentre il torace e l’addome color crema.

Anoplophora glabripennis può compiere l’intero ciclo in 1-2 anni in funzione delle condizioni climatiche e del periodo di deposizione delle uova. Gli adulti si possono osservare a partire dal mese di aprile, con un picco di attività che si concentra nei mesi estivi. Le femmine depongono le uova in fessure di ovideposizione realizzate subito al di sotto della corteccia. Le larve si nutrono dapprima del tessuto cambiale ed in seguito penetrano più in profondità nel legno. La maggior parte degli individui sverna come larva.

In generale i sintomi associati ad un’infestazione da A. glabripennis includono appassimenti fogliari, ingiallimenti ed imbrunimenti settoriali della chioma, disseccamento dei rami e deformazione della corteccia. Tali sintomi non compaiono prima di 3-4 anni dall’inizio dell’infestazione.

La maggior parte dei segni/danni è rilevata a circa 1,5 m dal suolo fino al centro della chioma ed è associata alle attività delle diverse fasi di vita dell’insetto: 1) siti di ovideposizione, fessure sottocorticali più o meno arrotondate dalle quali talvolta esce la linfa ed all’interno delle quali la femmina depone le uova; 2) gallerie larvali, dapprima superficiali e poi più profonde, spesso accompagnate dalla presenza di rosura; 3) fori di sfarfallamento, fori di uscita degli adulti di forma circolare e di 10-15 mm di diametro; 4) danni dovuti all’azione trofica degli adulti a carico di foglie, piccioli, getti e corteccia dei giovani rami.

DANNI

I danni maggiori associati alle infestazioni da A. glabripennis sono provocati dalle larve mentre scavano le gallerie per nutrirsi del legno che si sommano a quelli provocati dagli adulti quando producono i fori di sfarfallamento. Entrambe le tipologie di danni possono costituire un fattore predisponente per eventuali alterazioni secondarie causate da patogeni fungini con il conseguente deperimento delle piante.

COSA STA FACENDO IL SERVIZIO FITOSANITARIO DI REGIONE LOMBARDIA

Il monitoraggio sul campo, l’abbattimento e la distruzione degli alberi infestati sono pratiche efficaci per ridurre le dimensioni delle popolazioni dell’insetto, per prevenirne la diffusione e, in alcune circostanze, per tentarne l’eradicazione. Il controllo ad oggi è per lo più basato sull’abbattimento delle piante colpite e sulla distruzione di tutto l’apparato radicale con apposite macchine trituratrici con l’obbligo di incenerire il legname delle piante abbattute, in quanto l’insetto riesce a completare il ciclo di sviluppo anche in un singolo pezzo di legno o di radice.

In Lombardia, il Servizio Fitosanitario Regionale svolge attività di sorveglianza nei confronti di A. glabripennis. Le principali attività riguardano l’analisi visiva delle piante alla ricerca dei principali sintomi delle infestazioni (mucchietti di segatura e fori di sfarfallamento) e l’installazione di trappole a feromoni posizionate o nei focolai di recente rinvenimento o nelle aree nelle quali sono in corso le operazioni di eradicazione. L’impiego delle trappole è considerato fondamentale per l’individuazione tempestiva dei tarli in aree considerate potenzialmente a rischio come quelle di compostaggio o di stoccaggio di materiale imballato proveniente dalla Cina.

Tutte le indagini sono svolte in accordo con le indicazioni del Documento Tecnico Ufficiale del Servizio Fitosanitario Nazionale.

Nell’ottica di una gestione quanto più partecipativa, il Servizio Fitosanitario Regionale ha anche promosso attività di divulgazione come l’organizzazione di incontri tecnici e la distribuzione di materiale informativo.

COSA POSSIAMO FARE PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DEL TARLO ASIATICO:

- Segnalare al Servizio Fitosanitario Regionale interventi di abbattimento e potatura delle piante di: Acero, Ippocastano, Betulla, Pioppo, Frassino, Salice, Olmo.

- Non movimentare al di fuori dell'area delimitata il legname e i residui di potatura non cippati degli alperi appartenenti ai generi sopra indicati;

Le notifiche di abbattimento e potatura devono essere inviate via email a anoplophora@ersaf.lombardia.it e devono contenere: data inizio attività, tipo di intervento, località e/o indirizzo in cui si trovano le piante, modalità di smaltimento del legname.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Regione Lombardia al seguente link:

https://fitosanitario.regione.lombardia.it/wps/portal/site/sfr/DettaglioRedazionale/organismi-nocivi/insetti-e-acari/red-anoplophora-glabripennis

A Cura di

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17
Lug/25

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